Bari: mille volti da scoprire

Echi di Oriente e d'Occidente rendono unica l'atmosfera di questa città della costa adriatica, custode di antiche tradizioni religiose. Cominciò da Bolzano il viaggio in Italia di Guido Piovene e proseguì per tre anni, regione per regione, fino a coprire ogni landa, anche la più dimenticata. Non solo il Grand Tour dei grandi uomini di cultura europei, la cui rivisitazione è alla base dell'ispirazione della nostra rubrica, ma anche un'opera come "Viaggio in Italia" di Guido Piovene può costituire l'incipit per l'articolo sulla meta scelta questa volta. Bari, incantevole capoluogo pugliese e importante porto turistico-commerciale che si affaccia sulle acque dell’Adriatico. Alle sue spalle il paesaggio dell’altopiano delle Murge, dove il tempo sembra essersi fermato. Le sue origini affondano le radici 3.500 anni prima dell'età del bronzo. Per la sua posizione geografica cominciò ben presto ad avviare scambi commerciali con i greci, in epoca romana l'insediamento si sviluppò come vera propria città. Nel 465 Bari fu elevata a sede vescovile e nel 1025 fu annessa alla Santa Sede. Nel 1071, conquistata da Roberto il Guiscardo, passò dall'orbita dell'Oriente bizantino a quella dell'Occidente latino. Dopo periodiche fasi di declino sotto i Borboni, nel XVIII secolo fu concepito un ambizioso progetto di espansione sotto la direzione di Gioacchino Murat che fece diventare la città il principale porto della regione. Oggi una dritta striscia di asfalto, l’ampio e luminoso Corso Vittorio Emanuele, divide la città in due parti distinte, quasi a segnare i confini di due epoche. Da un lato il ricordo degli ardimenti marinareschi del Medioevo è pressoché intatto nel dedalo di viuzze e di corti della Città Vecchia, gelosa custode di insigni monumenti. Dall'altro lato la città moderna, con le sue ampie e lunghe strade a scacchiera su cui si affacciano gli edifici sorti nel corso della sua prodigiosa espansione urbanistica murattiana. Percorrendo un tratto del Lungomare Imperatore Augusto si giunge alla Basilica di San Nicola iniziata nel 1089 e solennemente consacrata nel 1197, rappresenta uno degli esempi meglio riusciti del complicato processo di integrazione tra le forme del Romanico lombardo e quelle della tradizione tardo-antica e bizantina. La costruzione, frutto di almeno tre fasi successive, presenta uno sviluppo planimetrico a croce latina commissa. Clicca sul link sottostante e scarica l'estratto per continuare la lettura
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