Dai Gonzaga a Verdi, da Mantegna a Giulio Romano, da Juvarra al Teatro Scientifico, fino al Festivaletteratura. Un percorso ininterrotto di bellezza e di cultura

La storia e la vita di Mantova sono strettamente connesse con la geografia del suo territorio. Ancora una volta furono i capricci della acque, libere di spaliare e di cambiare percorso, a determinare insediamenti umani e sviluppo di civiltà. Molto probabilmente in epoca romana Mantova era un fiorente centro rurale situato in una zona fertile, irrigata dal Mincio (come ci testimonia Virgilio, nato ad Andes, vicino a Mantova) che allora correva direttamente al mare: i laghi non esistevano e il territorio era stato assegnato da Cesare Ottaviano ai suoi veterani nel 41 a.C. Verso la fine del VI secolo d.C. una grande piena del fiume Adige riempì l’alveo del Mincio, obbligandolo a deviare verso sud e quindi a confluire nel Po (presso Governolo). La città è sorta e si protende sulla penisola nata in un’ampia ansa del fiume Mincio, che, prima della sua confluenza nel Po, forma tre laghetti (Superiore, di Mezzo e Inferiore), sbarrati nel Medioevo allo scopo di impedire le inondazione del fiume e creare al tempo stesso una difesa contro eventuali invasori.
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