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Lo Scaffale di RAS

| “Il futuro è antico”
Kimberly Deignan - Cristina Dell’Acqua
Mettere in gioco se stessi, scommettere sulle proprie possibilità, esporsi alla critica di un pubblico,
già di per sé, favorisce il rapporto con gli altri perché aiuta a superare, specie se si è giovani, chiusure e silenzi tipici di una fascia di età in cui si vivono incertezze, contraddizioni, rifiuti verso i modelli che la società degli adulti propone. Aiuta, altresì, a sviluppare creatività ed autostima.
Se attraverso questa esperienza vengono veicolati anche il carattere, la forza, la carica emotiva, le profonde implicazioni sul piano etico, che sono proprie del teatro classico greco, allora si risvegliano valori di cui, forse, ci si accorge di essere inconsapevoli portatori, si suscita quella positiva curiosità che amplia gli orizzonti della mente e apre a nuovi sistemi di apprendimento.
Le autrici, per la loro preparazione e le specifiche competenze, sono convinte fautrici della funzione
formativa che questa elevata forma di espressione artistica può svolgere nella crescita e maturazione
dei giovani e propongono ai lettori la loro esperienza puntualizzando il metodo utilizzato.
La lettura dei passi scelti con una corretta impostazione dei toni della voce, con attenzione alle pause ed alla giusta espressività; l’analisi, il commento e la comprensione del testo; l’abitudine a padroneggiare la scena con movimenti ed atteggiamenti calibrati; l’equilibrio nella gestualità, rappresentano altrettante fasi preparate in vista della rappresentazione teatrale di cui gli studenti sono protagonisti e, al tempo stesso, il migliorarsi di volta in volta, durante le prove è un momento di crescita ed un piccolo successo in attesa di fare proprio il carattere del personaggio interpretato e, soprattutto, in attesa di cimentarsi interpretando se stessi sul palcoscenico della vita, certamente più importante.
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